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Il blog di Francesca Puglisi
POLITICA
6 giugno 2011
I LIBRI NON SONO POMPE DI BENZINA

Errare è umano, perseverare è del Pdl: non contenta dello sganassone elettorale né dell’ilarità suscitata dalla proposta sua collega Carlucci, oggi riscende in campo il ministro Meloni: alla profonda crisi del Paese, della crescita e dell’occupazione giovanile, il ministro della gioventù risponde con la con la solita ossessione sui libri di storia “comunisti”.

 
La soluzione secondo la Meloni?  Liberalizzare libri come fossero pompe di benzina. Forse, semplicemente, non sa di cosa sta parlando: i problemi degli studenti e dei giovani italiani sono ben altri. E questo governo non ne ha risolto neanche uno.
 
POLITICA
30 maggio 2011
Gelmini. Pronto il trasloco?

Chissà se almeno oggi il Ministro Gelmini è colta dal dubbio: il dubbio che nel conto salato che la maggioranza degli italiani ha consegnato al Governo, ci siano dentro i tagli alla scuola pubblica, la distruzione del tempo pieno, i posti non dati alla scuola dell’infanzia, i precari della scuola buttati per la strada, gli insulti diffusi a reti unificate agli insegnanti che inculcano, i libri comunisti che indottrinano.

La politica del Governo è distante anni luce dal sentimento di rispetto che gli italiani nutrono per la scuola pubblica.
Chissà, se il Ministro Gelmini oggi farà un po’ di autocritica. Poco importa, forse. Dopo la sala stampa del PDL, forse il Ministro ha già pensato di chiudere anche il Ministero di viale Trastevere. Per trasloco.
POLITICA
23 maggio 2011
ISTAT: ABBANDONI SCOLASTICI DRAMMATICI, COSTO SOCIALE ALTISSIMO

I dati della dispersione scolastica nel nostro Paese segnalati dall’Istat sono drammatici ed entro il 2020, come chiede la Commissione Europea dovremmo dimezzarli. Quei ragazzi e ragazze che ogni anno abbandonano la scuola rappresentano un costo economico e sociale enorme per il futuro del nostro Paese.

 

Non dimezzeremo però l'abbandono scolastico legando ai banchi i ragazzi con le pesanti catene dell'ordine e disciplina imposte dalla Gelmini, nè mandando a lavorare in apprendistato i ragazzini di 15 anni. Sono le forze economiche a dire che non se ne fanno nulla di un ragazzino che non ha le competenze di base neppure per comprendere un foglio di istruzioni.

 

Occorre piuttosto investire sull'innovazione didattica delle scuole secondarie di primo e secondo grado, svolgere nel primo biennio della scuola superiore una vera attività di orientamento per compiere scelte consapevoli nel triennio, investire risorse nella didattica laboratoriale, far diventare istituti tecnici e professionali le "scuole dell'innovazione" di cui ha bisogno il nostro Paese per rilanciare il made in Italy nel mondo.

 

Dal Governo, ad oggi, sono arrivate solo scelte sbagliate che aggraveranno la situazione.

 

 

POLITICA
22 maggio 2011
Grazie a chi combatte per la scuola di tutti e di ciascuno
Oggi più che mai, è forte nei nostri cuori l'insegnamento e la battaglia di Don Milani per una 
"una scuola pubblica, di tutti e di ciascuno". Il ringraziamento del Partito Democratico va tutti gli insegnanti, i collaboratori solastici, i dirigenti, che nonostante i tagli del Governo e gli stipendi più bassi d'europa ostinatamente combattono perchè nessuno sia lasciato indietro, perchè le nostre scuole non si trasformino in "ospedali che curano i sani e respingono i malati", come scriveva Don Lorenzo in "Lettera a una professoressa". A centocinquanta anni dall'Unità d'Italia la scuola deve tornare ad essere l'ascensore sociale del nostro Paese. 
POLITICA
12 maggio 2011
Basta veleno sugli insegnanti. Dopo Garagnani, ci prova la Carlucci
Dopo Garagnani, si cimenta la Carlucci. Per il cosiddetto 'popolo della libertà' gli insegnanti o sono comunisti o sono fannulloni, sono da sanzionare e punire. Non abbiamo mai sentito esprimere una parola di gratitudine a questi uomini e donne, costretti a lavorare spesso in edifici fatiscenti, con sempre più alunni da educare, percependo gli stipendi più bassi d'europa. Invece di perder tempo ad elaborare tanto fantasiose quanto agghiaccianti proposte sulla scuola, l'onorevole Carlucci si occupi di spettacolo, di cui è senz'altro più competente, oppure solleciti il Ministro a bandire i concorsi che servono per selezionare gli insegnanti per quelle categorie di concorso per cui le graduatorie sono già esaurite. Ma soprattutto rivolgiamo definitivamente un invito alla maggioranza: togliete dal mirino la scuola pubblica, smettetela di avvelenare questo Paese con la vostra propaganda. La scuola è la più alta istituzione democratica del nostro Paese, quella che si occupa dell'educazione dei cittadini di domani. Tutti, non uno di meno. Continuate ad attaccarla perchè per voi che vi chiamate 'popolo della libertà', chi educa alla libertà  è un nemico da abbattere.
POLITICA
6 maggio 2011
La mia lettera al Corriere della sera

Egregio Direttore,

Ieri il Presidente Berlusconi ha annunciato migliaia di assunzioni nella scuola per il prossimo anno scolastico ma secondo lo stesso ministro Gelmini non c’è alcuna certezza o cifra. Berlusconi spiega infatti che è Tremonti a non volere cifre.

Tutti sappiamo quanti sono i posti vacanti su cui stanno lavorando i precari della scuola. Anzi, il Governo nel numero include già la terza tranche di tagli prevista per il prossimo anno scolastico: altri 19.700 insegnanti e 14.500 ata. Il piano triennale di 67000 assunzioni presentato dal governo e' del tutto insufficiente e copre a malapena i pensionamenti di 29.000 insegnanti previsti gia' per il prossimo anno. E' un' operazione mediatica elettorale che lascerà sul campo morti e feriti della guerra tra poveri nelle graduatorie.

Il Ministro Gelmini finora ha solo pasticciato con le graduatorie ad esaurimento, triplicandole e per dar retta alle indicazioni della Lega, facendosi anche bocciare dalla Corte Costituzionale l’inserimento ‘in coda’ dei precari che si spostano da una provincia all’altra.

Per dare compimento alla stabilizzazione di 150.000 docenti che l’ultimo Governo di centrosinistra aveva fatto diventare legge dello Stato, e che il Governo ha fino ad oggi ignorato, ci sono le risorse, poiché non costa molto di più assumere chi lavora stabilmente da precario nella scuola, offrendo agli studenti quella qualità che può essere assicurata solo dalla continuità didattica.

Il sistema nazionale di istruzione ha bisogno di riforme profonde, che non riguardano solo la vicenda dei precari. Occorre garantire dal Nord al Sud del Paese una scuola di qualità per tutti, che sappia prendersi cura del successo scolastico dei ragazzi e delle ragazze, al di là della provenienza geografica o della condizione familiare di partenza, poiché questo è il compito che la Costituzione affida alla scuola della Repubblica, e dimezzare la dispersione scolastica, come ci chiede di fare l’Europa entro il 2020.

Eppure la situazione dei precari è centrale, perché se non si risolve quella, a catena è impossibile mettere mano a un grande progetto riformatore che sappia investire sulla formazione degli insegnanti, l’innovazione della didattica e che sappia rilanciare l’istruzione tecnica e professionale per rendere competitivo il made in Italy nel mondo. E' una questione che valica l'ambito della scuola, per investire l'idea stessa che abbiamo della democrazia, dello sviluppo economico, della coesione sociale. Ciò che ci preoccupa però sono le decisioni del ministro Tremonti che, come dimostra il DEF, intende risanare lo Stato a spese della scuola pubblica, portando l’investimento in Istruzione ad un magrissimo 3,2% del PIL entro il 2025, quando già oggi il nostro 4,2% mette in coda l’Italia tra i Paesi OCSE, la cui media di investimento è del 5,7%.

Francesca Puglisi

Responsabile Scuola Segreteria Nazionale Pd

6 maggio 2011
La mia lettera al Corriere della sera

Egregio Direttore,

Ieri il Presidente Berlusconi ha annunciato migliaia di assunzioni nella scuola per il prossimo anno scolastico ma secondo lo stesso ministro Gelmini non c’è alcuna certezza o cifra. Berlusconi spiega infatti che è Tremonti a non volere cifre.

Tutti sappiamo quanti sono i posti vacanti su cui stanno lavorando i precari della scuola. Anzi, il Governo nel numero include già la terza tranche di tagli prevista per il prossimo anno scolastico: altri 19.700 insegnanti e 14.500 ata. Il piano triennale di 67000 assunzioni presentato dal governo e' del tutto insufficiente e copre a malapena i pensionamenti di 29.000 insegnanti previsti gia' per il prossimo anno. E' un' operazione mediatica elettorale che lascerà sul campo morti e feriti della guerra tra poveri nelle graduatorie.

Il Ministro Gelmini finora ha solo pasticciato con le graduatorie ad esaurimento, triplicandole e per dar retta alle indicazioni della Lega, facendosi anche bocciare dalla Corte Costituzionale l’inserimento ‘in coda’ dei precari che si spostano da una provincia all’altra.

Per dare compimento alla stabilizzazione di 150.000 docenti che l’ultimo Governo di centrosinistra aveva fatto diventare legge dello Stato, e che il Governo ha fino ad oggi ignorato, ci sono le risorse, poiché non costa molto di più assumere chi lavora stabilmente da precario nella scuola, offrendo agli studenti quella qualità che può essere assicurata solo dalla continuità didattica.

Il sistema nazionale di istruzione ha bisogno di riforme profonde, che non riguardano solo la vicenda dei precari. Occorre garantire dal Nord al Sud del Paese una scuola di qualità per tutti, che sappia prendersi cura del successo scolastico dei ragazzi e delle ragazze, al di là della provenienza geografica o della condizione familiare di partenza, poiché questo è il compito che la Costituzione affida alla scuola della Repubblica, e dimezzare la dispersione scolastica, come ci chiede di fare l’Europa entro il 2020.

Eppure la situazione dei precari è centrale, perché se non si risolve quella, a catena è impossibile mettere mano a un grande progetto riformatore che sappia investire sulla formazione degli insegnanti, l’innovazione della didattica e che sappia rilanciare l’istruzione tecnica e professionale per rendere competitivo il made in Italy nel mondo. E' una questione che valica l'ambito della scuola, per investire l'idea stessa che abbiamo della democrazia, dello sviluppo economico, della coesione sociale. Ciò che ci preoccupa però sono le decisioni del ministro Tremonti che, come dimostra il DEF, intende risanare lo Stato a spese della scuola pubblica, portando l’investimento in Istruzione ad un magrissimo 3,2% del PIL entro il 2025, quando già oggi il nostro 4,2% mette in coda l’Italia tra i Paesi OCSE, la cui media di investimento è del 5,7%.

Francesca Puglisi

Responsabile Scuola Segreteria Nazionale Pd

POLITICA
4 maggio 2011
DL SVILUPPO: PD, BOZZA PIANO SCUOLA SOLO FUMO ELETTORALE

Se il piano straordinario di immissioni in ruolo previsto dal Governo per assorbire il precariato scolastico è quello che si apprende dalla bozza del Decreto Sviluppo che approda domani in Consiglio dei Ministri, si tratta, come sempre, di puro fumo elettorale che nasconde solo l'amara medicina che Tremonti e la maggioranza vogliono somministrare alla scuola. 65.000 immissioni in tre anni tra docenti e ATA non bastano a coprire neppure il turn over dei pensionamenti. Con la terza tranche di tagli prevista per il prossimo anno-19.700 docenti e 14.500 ATA- verrà cancellato il tempo pieno e gli studenti delle superiori verranno stipati come sardine in classi sovraffollate oltre ogni limite di legge. Degli insegnanti resteranno purtroppo solo morti e feriti della guerra tra poveri nelle graduatorie a causa di un Governo che non sa Governare e che ha deciso, come dimostra il DEF, di risanare i conti dello Stato, a spese della scuola pubblica, tagliando ogni speranza di futura crescita al Paese.
POLITICA
3 maggio 2011
SU PRECARI GELMINI ASCOLTI SINDACATI INVECE DI AZZECCAGARBUGLI

Dichiarazione di Francesca Puglisi Responsabile Scuola segreteria Pd

 
 
Il ministro Gelmini -totalmente succube, e perfino colpevolmente ignara, delle decisioni del ministro Tremonti che, come dimostra il DEF, intende risanare lo Stato a spese della scuola pubblica- per una volta ascolti le richieste che arrivano in modo unitario dai sindacati della scuola e dall'opposizione e apra un tavolo di confronto politico.
 
Il Partito Democratico ribadisce le proprie proposte: eliminare la terza tranche di tagli prevista per il prossimo anno (19.700 docenti e 14.500 personale ATA), se non si vuol far sparire definitivamente il tempo pieno dalla primaria e far vivere gli studenti delle superiori in classi sovraffollate oltre ogni limite di legge; stabilizzare tutti coloro che stanno lavorando su posti vacanti, per garantire la necessaria continuità didattica, che è grande parte della qualità della scuola; definire un organico funzionale al piano dell'offerta formativa delle scuole.
 
Il Governo impegni le proprie intelligenze a realizzare questo, piuttosto che trovare rimedi da azzeccagarbugli per aggirare le normative europee cancellando, solo per i lavoratori della scuola, il limite del triennio come vincolo delle stabilizzazioni dei contratti di lavoro.
POLITICA
21 aprile 2011
Sull'aggressione a Paola Concia
E’ nel clima ben poco luminoso di questa Italia dove sembrano saltare perfino le regole elementari di convivenza, che si è consumata l’aggressione a Paola Concia e alla sua compagna Riccarda Trautman. Potrei usare tanti aggettivi per definirla: ignobile, vergognosa, vile ecc, ma sarebbe sempre troppo poco, per dare ragione di un comportamento che trova origine nell’ignoranza, nella paura, nella violenza stupida. Oggi abbiamo perfino paura di aprire la porta di casa per timore di incontrare qualcuno diverso da noi stessi, una lingua diversa è una lingua nemica, i colori della pelle sono un pericolo, e le scelte sessuali sono diritti da sopprimere in nome di un razzismo sempre più radicato.

E’ perfino banale sottolineare come a tutto questo può rimediare solo una scuola pubblica forte, aperta alle innovazioni, laica e libera, che formi cittadini responsabili, capaci di partecipare alla vita pubblica e leggere criticamente ciò che avviene. Banale, ma necessario, visto che questo governo, smantellando la scuola di oggi, prepara gli integralismi e i razzismi di domani.
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Francesca Puglisi
Responsabile Scuola della Segreteria nazionale del Partito Democratico


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